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Un primo significativo dato che è emerso è che nonostante il target di ricerca sia stato definito in modo preciso e rigoroso in relazione a reali esperienze di Turismo sociale il 42,5% non ha mai sentito parlare di Turismo sociale.
Tutti gli altri invece dichiarano di averne sentito parlare da familiari/amici (per il 54,8% dei casi) dalle associazioni di appartenenza (40%) e da organizzazioni sociali (17,5%).
Analizzando le diverse associazioni di appartenenza si rileva che quelli che hanno sentito parlare di Turismo sociale appartengono in percentuali maggiori ad organizzazioni politiche, ad associazioni culturali, ambientalistiche e di volontariato; calano sensibilmente quelli che hanno sentito parlare di Turismo sociale e appartengono a gruppi parrocchiali.
Si ricuce in modo netto il numero di coloro che hanno saputo del Turismo sociale direttamente dalla propria organizzazione. Sembra che l’appartenere ad una qualche forma organizzata di gruppo favorisca la conoscenza del fenomeno, oggetto di studio in questa sede, ma non è dalla organizzazione che se ne acquisisce consapevolezza; il ruolo delle associazioni sembra essere più centrato e attento alla promozione della possibilità che i loro associati facciano esperienza di Turismo sociale, esperienza che, una volta metabolizzata, porta nuova conoscenza.
Le percentuali sono ancora più basse tra quelli che hanno saputo del Turismo sociale da enti pubblici.
A questi primi dati bisogna aggiungere il fatto che le modalità attraverso le quali si è giunti a conoscere il Turismo sociale sono prevalentemente informali: i contatti personali sono significativi per l’86,1% del campione ; la diffusione di materiale promozionale è fonte di conoscenza per il 21,1% dei casi mentre solo il 18,3% è rappresentato dalle riviste.
Una prima osservazione quindi è che il Turismo sociale non assume forme tipiche di altri prodotti commerciali come le vacanze convenzionalmente intese ; la conoscenza di questo tipo di turismo non passa attraverso i canali tradizionali della grande distribuzione commerciale (tv, radio, quotidiani). In questo caso è molto determinante, se non addirittura di gran lunga privilegiato, il contatto personale, la relazione che il fruitore di tale servizio intrattiene con il suo contesto di vita immediato e sociale. Le organizzazioni di appartenenza sembrano rappresentare quel medium della comunicazione molto utile per la conoscenza di tutta quella serie di possibilità di svago, e quindi di vacanze, offerte da un mercato che non è formalizzato né istituzionalizzato ma che comunque esiste. L’interlocutore del fruitore di Turismo sociale non è l’agenzia o il procacciatore d’affari ma qualcuno con il quale si ha un rapporto piuttosto informale, personale e diretto.