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I risultati della ricerca: i fruitori
Le definizioni del Turismo sociale
La versione integrale del rapporto di ricerca è disponibile in formato Acrobat Reader (PDF - 3.136Kb).

Ai rispondenti è stato presentato un ventaglio di 8 definizioni, tra loro diverse concettualmente e semanticamente, ed è stato chiesto loro di selezionarne tre in ordine di preferenza (ovviamente in relazione al proprio vissuto emotivo e cognitivo).

Tabella 1. definizioni di Turismo sociale - prima scelta
Turismo che favorisce l’incontro e la socializzazione 29%
Turismo rivolto a persone senza sufficiente denaro 21%
Turismo per categorie sociali specifiche 20%
Turismo per conoscere e valorizzare le risorse del territorio 12%
Turismo per fasce di utenza non servite dal turismo convenzionale 6,5%
Turismo organizzato da enti pubblici, ecclesiastici, associazioni 6,5%
Turismo senza fini di lucro 3,5%
Turismo con finalità pedagogiche 1,0%
Non hanno risposto 0,5%
  100%

Il 29% del campione ha scelto come 1° possibilità la definizione secondo la quale il Turismo sociale è quel turismo che favorisce l’incontro e la socializzazione, il 21% ha scelto turismo rivolto a persone senza sufficiente denaro e il 20% turismo rivolto a categorie sociali specifiche.

Nella 2a scelta si ridimensiona l’aspetto della connotazione socio - economica dei potenziali destinatari del Turismo sociale ed emerge la funzione della valorizzazione del territorio e delle risorse in esso contenute.

Alcune definizioni di Turismo sociale sono state privilegiate dalle donne. In particolare fra tutti quelli che hanno definito il Turismo sociale come forma di servizio per quelle fasce di utenza non servite dal turismo convenzionale l’84,6% sono donne e il 15,4% sono uomini. Tra coloro che hanno connotato il Turismo sociale come turismo organizzato da enti pubblici, ecclesiastici, associazioni il 69,2% sono donne e il 30,8% sono maschi. Probabilmente questa diversa distribuzione deriva dal fatto che le donne sono maggiori fruitori proprio di questo tipo di vacanze, organizzate dagli enti citati. Si può fare questa ipotesi soprattutto perché è stato rilevato che, nella maggioranza dei casi, le definizioni selezionate corrispondono con la tipologia di vacanze di cui si ha esperienza. Per quanto riguarda le altre definizioni non si rilevano differenze significative in merito al genere.

A considerare il Turismo sociale come una forma di turismo rivolto a persone con pochi mezzi finanziari sono soprattutto gli appartenenti alle fasce di età più grandi, in modo particolare quella 50 - 59 e 70 - 79 anni : il 21,4 di coloro che hanno selezionato questa modalità sono 50 - 59.enni. la stessa definizione ha raccolto il 42,9% dei consensi tra i 70 - 79.enni (questo dato è confermato dall’incrocio della variabile definizione di Turismo sociale con la variabile categoria sociale : anziani e pensionati sono tra coloro che hanno scelto questa definizione). Il 61,5% di coloro che hanno siglato la definizione di turismo per fasce di utenza non servite dal turismo convenzionale hanno una età compresa tra i 19 e i 29 anni (tra questi sono di più i giovani disoccupati) Ha la stessa età il 45,8% coloro che hanno indicato la definizione che connota il Turismo sociale come strumento per la valorizzazione del territorio.

Il 67,7% di coloro che hanno un reddito mensile medio - basso (1.200.000 - 1.500.000) hanno scelto la 3° definizione : turismo che favorisce l’incontro e la socializzazione. Fare Turismo sociale sembra così essere più una scelta di valore, uno stile di vita, l’espressione di bisogni particolari che trovano qui gratificazione che un modo per ovviare alla mancanza di soldi senza privarsi comunque della vacanza.

Da un’ulteriore analisi è emerso che l’idea di Turismo sociale come qualcosa che è innanzitutto rivolto a persone senza sufficienti mezzi finanziari è più diffusa tra coloro che hanno un titolo di studio basso. Coloro che hanno un titolo di studio più alto sono più propensi a considerare la definizione che esalta l’aspetto del territorio e che questo turismo serve fasce di utenza in genere non servite dal turismo convenzionale.

Gli intervistati hanno dichiarato che le proprie vacanze rientrano sostanzialmente nella definizione turismo che favorisce l’incontro e la socializzazione ; sono venuti a conoscenza di queste vacanze attraverso contatti personali (56%) e dalle associazioni di appartenenza (65,5%) - le alternative offerte, alle quali si poteva rispondere contestualmente, hanno riscosso pochissimo consenso. Questo sottolinea ancora una volta le caratteristiche informali del Turismo sociale.

I contatti informali sembrano essere generalmente diffusi in tutte le forme associative; lo sono in modo particolare tra coloro che appartengono ad associazioni ambientalistiche, di rappresentanza sociale e cral/dopolavoro.

I soggetti contattati hanno dichiarato di aver saputo delle vacanze fatte dalle proprie associazioni di appartenenza e questo conferma l’ipotesi del ruolo di medium della comunicazione di Turismo sociale svolto dal sistema associativo attualmente esistente.

La maggior parte degli intervistati paga direttamente la vacanza utilizzando i risparmi o al massimo 1 mensilità (52%), nel 26,5% dei casi pagano i genitori. Più numerosi (82,5%) sono coloro che scelgono direttamente la propria vacanza contro il 6% per il quale a scegliere è il coniuge e l’8,5% per il quale sceglie il genitore.

Possiamo dire dunque che anche quando pagano altri, a decidere della vacanza è chi la fa.

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