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Le organizzazioni intervistate hanno maturato diversi anni di attività: ci sono le organizzazioni più giovani, in genere associazioni culturali e di volontariato, che si occupano del settore da meno di 5 anni (18,4%) quelle che se ne occupano da 6 a 10 anni (22,7%) e sono la maggior parte del campione. Significativo ci sembra il dato relativo a quel 10,5% delle organizzazioni che ha insistito moltissimo perché si indicasse esplicitamente che loro organizzano vacanze sociali da sempre per lo più scuole medie e superiori.
Se guardiamo a questo dato con un'ottica di lungo periodo, la più idonea a raccontare dello sviluppo di settori economici legati ai servizi alle persone ci rendiamo conto che a parte comuni e scuole per le altre organizzazioni l'interesse è piuttosto recente e questo spiega anche la scarsa strutturazione che le organizzazioni si sono date al loro interno relativamente a questo settore.
Infatti in genere delle vacanze sociali nelle organizzazioni se ne occupano: il responsabile del settore (39,8%) o alcuni soci dell'organizzazione, quasi mai c'è qualcuno che si occupa solo di questo settore nelle organizzazioni (9,4%). D'altra parte la nostra indagine preliminare e poi tutto il corso della ricerca ci ha consentito di appurare che i soggetti che si occupano esclusivamente di questo settore o per i quali il Turismo sociale rappresenti l'attività economica principale sono davvero pochi in Puglia.
Sintomatico anche di una scarsa strutturazione degli interventi è data dalla bassa percentuale di creazioni o inserimenti in reti esistenti legate al Turismo sociale. Circa il 25% degli intervistati dichiara di essere inserito in una rete turistica in genere agenzie. Solo il 12,5% delle organiz. è inserito invece in una rete sociale. Alcuni in entrambe. Circa il 70% dei casi sono assolutamente fuori da ogni organizzazione a rete soprattutto perché non ne hanno mai sentito il bisogno (31,3%) per la maggior parte comuni e associazioni culturali o perché non ne conoscono (19,9%) Una rete informale di contatti invece è posseduta dal 61,3% dei casi.